p 136 .

Paragrafo 7 . Schopenhauer reazionario.

     
Se  a Schopenhauer appaiono sciocchi e vuoti i filosofi che discettano
di  un  mondo inesistente, tutto governato dalla ragione,  ancora  pi
sciocchi  gli  devono  apparire quei giovani che  nel  1848  innalzano
barricate  per  cambiare il mondo, che vagheggiano  la  sovranit  del
popolo  su un mondo che ha gi nel Wille zum Leben il proprio  sovrano
eterno e inamovibile.
     
     p 137 .
     
     I  liberali,  i progressisti e i rivoluzionari hanno rimproverato
a  Schopenhauer la passivit e l'indifferenza di fronte  alle  vicende
politiche  dei suoi tempi. Il filosofo marxista G. Lukcs  (1885-1971)
lo  ha ritenuto addirittura uno dei massimi responsabili della svolta
reazionaria della filosofia borghese.
     
Schopenhauer e la modernit.
     
Il  giudizio  di Lukcs  paradossalmente giusto quando egli  sostiene
che  il  pensiero  di Schopenhauer rappresenta una rottura  netta  con
quell'aspetto della filosofia borghese che il marxismo ha apprezzato
e   fatto  proprio:  la  fiducia  nel  progresso.  Ma    un  giudizio
profondamente  errato quando taccia la filosofia di Schopenhauer  come
reazionaria:  non  c' infatti nessun antico e assoluto  valore  che
Schopenhauer vuole difendere o restaurare, n in campo politico, n in
quello morale o religioso, n in quello filosofico.
     E'  vero  che  contro  il  materialismo  dell'illuminismo  e  del
nascente positivismo, contro il culto della Ragione scientifica e  del
progresso,  egli propone all'uomo una soluzione metafisica  (l'ascesi,
cio  il trascendimento del mondo fenomenico), perch metafisica  -  a
suo  avviso  -  la causa prima del mondo e del suo dolore (il  Wille,
come  cosa  in s). Ma  una metafisica tutta negativa:  l'uomo  pu
aspirare solo al Nulla, e non a un Nulla vivificato dall'Essere, bens
a un Nulla che  tale, opposizione totale all'Essere che  in tutte le
cose (nella Volont, e nel Mondo che ne  la rappresentazione).
     Anche  Schopenhauer ha cercato nella filosofia  il  rimedio  alla
paura del dolore e della morte e ha scoperto che dolore e morte sono e
non  possono  non essere. E all'Essere non c' altro  rimedio  che  il
Nulla.
     Nella  filosofia di Schopenhauer c' una consapevolezza del tutto
nuova,  ignorata fino ad allora dal pensiero occidentale: il carattere
positivo, liberatorio, del nichilismo, il valore del Nulla.
     
Qualcosa di nuovo sotto il Sole.
     
La  filosofia di Schopenhauer, inserita nella storia della  filosofia,
sembra  contraddire  nei  fatti alcuni dei suoi  stessi  contenuti  e,
forse, anche la sua conclusione pessimistica.
     Il  pensiero  di  Schopenhauer, infatti, non  la ripetizione  di
qualcosa di gi visto e nemmeno la riorganizzazione di qualcosa di gi
saputo:    la  prova di un progresso della filosofia, della  vitalit
della  filosofia  nonostante  la  si  volesse  considerare  compiuta
(Hegel)  o destinata solo a organizzare e guidare le altre scienze
(positivismo).
     La  filosofia  di Schopenhauer  filosofia a tutti  gli  effetti:
utilizza  cio  gli  strumenti  concettuali  tipici  della  filosofia,
addirittura si struttura in sistema. Ma ci che  espresso da questa
filosofia ha forti caratteri di novit.
     Abbiamo  detto  pi  volte che la ragione  filosofica  ha  spesso
individuato i propri limiti (Locke, Kant e lo stesso Hegel), di fronte
ai  quali  erano possibili due scelte: lasciare fuori dalla  filosofia
tutto quanto non ricade sotto il dominio della ragione; oppure credere
che tutto sia razionale e quindi da includere nella filosofia.
     
     p 138 .
     
     Schopenhauer  ha  imboccato  una  terza  via:  la  filosofia  pu
esprimere nella forma concettuale che le  propria una conoscenza  che
non  proviene  tutta  e  soltanto dalla  ragione,  ma  dall'esperienza
complessiva  della  vita dell'uomo, che  fatta anche  di  intuizioni,
sentimenti, volont, istinti.
